Inaffidabilità del particolarismo
è affidabile chi pensa che il conflitto sia strutturale?
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Francesco Bertoldi
La questione della originarietà o meno del conflitto ha delle ricadute decisive sul problema del dialogo, e quindi sui concetti di fiducia, affidabilità, menzogna, possibilità di trattare, possibilità di accordi, possibilità della pace.
se il conflitto fosse ontologico ...
In sintesi: se il conflitto è strutturale nessun accordo (stabile) è possibile. E questo dovrebbe essere talmente evidente da non richiedere dimostrazione. Si potrebbe infatti ricondurre la questione a questa (lapalissiana) tautologia: in un assetto in cui il conflitto è strutturale ... il conflitto è strutturale.
Qualsiasi “pace”, quindi, sarebbe solo una provvisoria tregua. Come tra due animali che si sono scontrati, e nessuno dei due ha vinto, si “conviene” di tirare un po’ il fiato, ma solo in attesa che si arrivi allo scontro finale. E si possa capire chi sia destinato a prevalere, annientando l’altro.
e se fosse solo creduto tale (da una parte)?
Ma mettiamo il caso, che è quello a mio parere reale, in cui, tra gli esseri umani a) il conflitto non sia strutturale, ma che b) una parte in conflitto lo creda tale.
A quel punto, sarebbe ancora possibile la pace? È possibile trattare con chi pensa alla strutturalità del conflitto? È possibile fidarsi di chi pensa che il conflitto sia strutturale?
esistenza di chi pensa alla strutturalità del conflitto
Procediamo con ordine: anzitutto c’è qualcuno che pensa che il conflitto sia strutturale?
Sì!
È probabilmente implicito in filosofie come quella di Eraclito, o in pensieri come quello storicamente prevalso nell’islam, o in un certo ebraismo, soprattutto post-cristico, per cui c’è chi è inevitabilmente nemico. Con esso perciò non ci può essere una reale pace, basata su patti trasparenti tra due contraenti di pari dignità, tenuti al rispetto di quanto convenuto anche contro il proprio immediato interesse. Non per nulla in un certo islam è stato elaborato il concetto di taquiyya (تقية), in base al quale è lecito mentire agli infedeli, cioè al nemico.
Ma che il conflitto sia strutturale, che ci sia chi è strutturalmente nemico, è quello che pensavano anche, tra gli altri Hegel, e il suo Marx ha preso da Hegel il concetto di dialettica, ma questo non gli ha impedito di allontanarsi su altri punti importanti dal “maestro”“discepolo” Marx, col suo concetto di lotta di classe: in base a questo concetto, il proletariato non può scendere a patti con la borghesia, ma deve vincerla, sconfiggerla, annientarla.
Lo pensava, anche, in modo esplicito e coerente Carl Schmitt, in modo più garbato e incoerente Samuel Huntington, ed è comunque ciò che ha guidato il pensiero e l’azione di Hitler, Stalin e di un po’ tutti i dittatori. E infatti anche oggi, nella misura in cui uno pensa in termini particolaristici, tende a pensare che il suo bene sia alternativo al bene di tutti gli altri.
inevitabile inaffidabilità del particolarismo
Perché la pace tra due parti sia impossibile, allora,
non è necessario che il conflitto sia strutturale,
ma è sufficiente che una delle due parti lo creda tale.
Infatti chi crede nella strutturalità del conflitto, crede di avere a che fare con un nemico in qualche modo “assoluto”, irriducibile. Ne segue che egli vuole vincere a tutti i costi, anche mentendo, così da annientare il nemico.
Ne segue, ulteriormente, che qualsiasi “accordo” diventa, ai suoi occhi, solo una fragile tregua, da rispettare in modo puramente opportunistico. Senza alcun vincolo assoluto.
Quindi chi crede in una concezione particolaristica, nella misura in cui la afferma coerentemente, non può credersi vincolato a a) dire la verità e a b) rispettare dei patti. Ed è quindi intrinsecamente inaffidabile.
Ne segue, ulteriormente, che pensare di poter trattare con chi è coerentemente particolarista, è una illusione suicida.
📚 Bibliografia essenziale
Václav Havel,
Il potere dei senza potere (), Praha 1978.
Aleksandr Solzenicyn,
Arcipelago Gulag (), Milano 1974[precisa e fedele ricostruzione sulla repressione nei campi concentramento sovietici, raccontata dai sopravvissuti a a quel regime criminale e sanguinario].
🎬 Filmografìa
Films collegati al tema sono, tra gli altri:
-
Sergej , Два прокурора, (tr.it. I due procuratori),
(
) (Una denuncia spietata di come il comunismo reale perseguitava gli stessi protagonisti della Rivoluzioni, e in base ad accuse assolutamente infondate.).
-
Oliver Hirschbiegel, Der Untergang, (tr.it. La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler),
(
) 2004 (film sulla fine di Hitler, che rende bene la condizione mentale di lontananza del dittatore tedesco dalla realtà).
-
Florian Henckel von Donnersmarck, Das Leben der Anderen, (tr.it. Le vite degli altri),
(
) 2006 (sul controllo della vita privata da parte della polizia politica nei paesi comunisti.).
-
Vincent Pérez, Alone in Berlin, (tr.it. Lettere da Berlino),
(
) 2016 (sulla resistenza al nazismo da parte di tedeschi.).
-
Lars Kraume, Das schweigende Klassenzimmer, (tr.it. La rivoluzione silenziosa),
(
) 2018.
-
Roman Polanski, J'accuse, (tr.it. L'ufficiale e la spia),
(
) 2019.
🔜 to be continued ...